Lo scrittore --> Fumetti

Che la mia carriera di autore di fumetti non sia stata nè lunga nè folgorante, è già stato chiarito altrove; come anche il fatto che considero i "comics" un linguaggio espressivo estremamente divertente e ricco di possibilità, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello della forma. Come fruitore, i miei punti di riferimento vanno dai personaggetti di Disney (con particolare trasporto per il Paperino di Carl Barks) alla Valentina di Crepax (che considero straordinaria soprattutto per l'innovazione del linguaggio e per le sue connessioni con il cinema), senza dimenticare il ricupero dei "classici" degli anni Trenta, le prime storie erotiche di Manara e alcune storie brevi del Corto Maltese di Pratt (soprattutto quelle pubblicate in Francia quando ancora in Italia non lo apprezzava nessuno).

La mia attività di autore, però, vola molto più basso dei modelli citati. Il primo contatto avviene verso la metà degli anni Sessanta, quando Pier Carpi (sceneggiatore di una mia serie di "caroselli" Lavazza, interpretati da Tiberio Murgia e Viviana Romano) mi porta a Milano e mi presenta alle sorelle Giussani: due signore molto perbene che in un decoroso edificio umbertino di piazzale Cadorna gestiscono i pugnali, le pistole e i veleni del primo Diabolik con la stessa disinvoltura e lo stesso candore delle due vecchiette di "Arsenico e vecchi merletti". Le degne signore giudicano troppo lente di ritmo le due storie che scrivo per loro, che finisco per sprimacciare in una sola. Ma intanto Pier Carpi sta varando un suo personaggio chiamato Zakimort, omologo femminile di Diabolik (il plagio e la faida si svolgono in famiglia, poiché l'editore è Gino Sansoni, marito di Angela Giussani), e mi chiede di dargli una mano: cosa che faccio con un secondo "unicum". Sì, perché intanto il caso mi ha messo fra le mani i primissimi fascicoli di Selene, un personaggio che mi distoglie da Milano, da Diabolik e da Zakimort per diverse ragioni: perché è edita a Torino, perché è legata alla fantascienza che in quegli anni amo molto e perché è chiaramente ispirata alla Barbarella di Forest, che mi ha appena aperto i primissimi spiragli sul fumetto erotico.

seleneDei miei rapporti con Selene ho già parlato anni fa in un articolo pubblicato sul "Sergente Kirk" di Claudio Bertieri e Fiorenzo Ivaldi, e che qui si può rileggere: la bionda eroina spaziale è l'ultimo fuoco di paglia della mia carriera di autore di storie a fumetti, che sono portato a considerare, oltre che breve, assolutamente ingloriosa. L'unica cosa che oggi, a distanza di tempo, mi sembra conservare un qualche interesse, è una serie di 35 "comic strip" dedicate a "Il grande persuasore": un personaggio a metà strada fra Armando Testa, Benito Mussolini e il Grande Fratello di Orwell, in cui nella seconda metà degli anni Sessanta riverso la mia crescente intolleranza verso la pubblicità. Una 36a striscia appartiene al racconto "Biancaneve testimonial", "pilota" di una serie mai realizzata di riletture delle fiabe classiche in ottica "pubblicitaria", ognuna con una striscia del "Grande persuasore" in appendice.

Di queste strisce non mi limito a scrivere i testi ma pur non sapendo disegnare mi intigno a realizzare anche i disegni, che risultano così legnosi e inadeguati da sbarrare la strada per quasi mezzo secolo a qualunque tentativo di farle pubblicare. Fino al 2012, quando - complice la presenza di un personaggio politico che rende il personaggio sciaguratamente attuale - lo fa una minuscola ma rampante associazione culturale versiliese chiamata Diaforia. Il fascicoletto

comprende tutte le 35+1 strisce, corredate da una introduzione di Oliviero Diliberto e da una postfazione di Claudio Bertieri, nonché il racconto "Biancaneve testimonial" e il mio "A m'arcordô" dedicato ad Armando Testa.


Diabolik n.9 - L'ARTIGLIO DEL DEMONIO
maggio 1965
disegni di Ferdinando Corbella

Zakimort n.2 - SIPARIO DI SANGUE
settembre 1965
disegni di ?



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Corrado Farina - Fumetti
 
Lo scrittore --> Fumetti

Che la mia carriera di autore di fumetti non sia stata nè lunga nè folgorante, è già stato chiarito altrove; come anche il fatto che considero i "comics" un linguaggio espressivo estremamente divertente e ricco di possibilità, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello della forma. Come fruitore, i miei punti di riferimento vanno dai personaggetti di Disney (con particolare trasporto per il Paperino di Carl Barks) alla Valentina di Crepax (che considero straordinaria soprattutto per l'innovazione del linguaggio e per le sue connessioni con il cinema), senza dimenticare il ricupero dei "classici" degli anni Trenta, le prime storie erotiche di Manara e alcune storie brevi del Corto Maltese di Pratt (soprattutto quelle pubblicate in Francia quando ancora in Italia non lo apprezzava nessuno).

La mia attività di autore, però, vola molto più basso dei modelli citati. Il primo contatto avviene verso la metà degli anni Sessanta, quando Pier Carpi (sceneggiatore di una mia serie di "caroselli" Lavazza, interpretati da Tiberio Murgia e Viviana Romano) mi porta a Milano e mi presenta alle sorelle Giussani: due signore molto perbene che in un decoroso edificio umbertino di piazzale Cadorna gestiscono i pugnali, le pistole e i veleni del primo Diabolik con la stessa disinvoltura e lo stesso candore delle due vecchiette di "Arsenico e vecchi merletti". Le degne signore giudicano troppo lente di ritmo le due storie che scrivo per loro, che finisco per sprimacciare in una sola. Ma intanto Pier Carpi sta varando un suo personaggio chiamato Zakimort, omologo femminile di Diabolik (il plagio e la faida si svolgono in famiglia, poiché l'editore è Gino Sansoni, marito di Angela Giussani), e mi chiede di dargli una mano: cosa che faccio con un secondo "unicum". Sì, perché intanto il caso mi ha messo fra le mani i primissimi fascicoli di Selene, un personaggio che mi distoglie da Milano, da Diabolik e da Zakimort per diverse ragioni: perché è edita a Torino, perché è legata alla fantascienza che in quegli anni amo molto e perché è chiaramente ispirata alla Barbarella di Forest, che mi ha appena aperto i primissimi spiragli sul fumetto erotico.

seleneDei miei rapporti con Selene ho già parlato anni fa in un articolo pubblicato sul "Sergente Kirk" di Claudio Bertieri e Fiorenzo Ivaldi, e che qui si può rileggere: la bionda eroina spaziale è l'ultimo fuoco di paglia della mia carriera di autore di storie a fumetti, che sono portato a considerare, oltre che breve, assolutamente ingloriosa. L'unica cosa che oggi, a distanza di tempo, mi sembra conservare un qualche interesse, è una serie di 35 "comic strip" dedicate a "Il grande persuasore": un personaggio a metà strada fra Armando Testa, Benito Mussolini e il Grande Fratello di Orwell, in cui nella seconda metà degli anni Sessanta riverso la mia crescente intolleranza verso la pubblicità. Una 36a striscia appartiene al racconto "Biancaneve testimonial", "pilota" di una serie mai realizzata di riletture delle fiabe classiche in ottica "pubblicitaria", ognuna con una striscia del "Grande persuasore" in appendice.

Di queste strisce non mi limito a scrivere i testi ma pur non sapendo disegnare mi intigno a realizzare anche i disegni, che risultano così legnosi e inadeguati da sbarrare la strada per quasi mezzo secolo a qualunque tentativo di farle pubblicare. Fino al 2012, quando - complice la presenza di un personaggio politico che rende il personaggio sciaguratamente attuale - lo fa una minuscola ma rampante associazione culturale versiliese chiamata Diaforia. Il fascicoletto

comprende tutte le 35+1 strisce, corredate da una introduzione di Oliviero Diliberto e da una postfazione di Claudio Bertieri, nonché il racconto "Biancaneve testimonial" e il mio "A m'arcordô" dedicato ad Armando Testa.


Diabolik n.9 - L'ARTIGLIO DEL DEMONIO
maggio 1965
disegni di Ferdinando Corbella

Zakimort n.2 - SIPARIO DI SANGUE
settembre 1965
disegni di ?



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