Hanno cambiato faccia: le recensioni

Estratto dalla tesi di laurea "Il cinema di fantascienza italiano 1959 - 1979"
di Claudio Pisu
discussa all'Università di Udine il 5 luglio 2000

Scorci di una Torino un po' nebbiosa, percorsa dal protagonista della vicenda, evitando lati da cartolina, fanno da sfondo ai titoli di testa del film. Un palazzo: Alberto Valle sale fino al suo piano, tempo di un caffè e gli viene comunicato che è atteso ai piani alti. Ritorna in ascensore per scendere al 19: solo una sosta perché un collaboratore del presidente lo riporta in ascensore per arrivare al 20 piano, ove il presidente dell'"Auto Avio Motors" ha il suo ufficio. Da questa scena probabilmente si è tratta l' ispirazione per Fantozzi quando il noto ragionere si presenta dal presidente della sua azienda.

Valle è atteso dal proprietario dell'azienda Giovanni Nosferatu, nella sua villa in montagna. Il paese è immerso nella nebbia, come la mente dei pochi abitanti che il protagonista incontra, dai quali non avrà nessuna risposta alla sua domanda di informazioni. Una donna, Laura, vestita solo con un cappotto (lasciato aperto in modo da rendere evidente il torso scoperto) e un paio di pantaloni, lo porterà dal benzinaio e lo accompagnerà fino al cancello della villa. Lei gli legge la mano: "Tu devi essere un presidente!" Lo aspetterà in macchina.

Per il lungo viale che conduce alla villa, Valle viene affiancato da due 500 bianche: i conducenti (guardiani della villa) non gli rivolgono la parola. Le porte d'entrata si aprono e si richiudono da sole: Valle tenta di aprirne una, ma inutilmente. L'accoglie la segretaria di Nosferatu, Corinne, che lo accompagnerà nella sua stanza. Alberto ha modo di notare come usando ogni oggetto della casa, venga fatto sentire lo slogan pubblicitario ad esso legato: la poltrona è della linea "Conforto plastico", nell'acqua della doccia c'è il "Tonic A 1" e così via.

Alla cena, (servita su vassoi modello "cibo per astronauti": "Il primo è giallo, il secondo è rosso, la frutta è arancione e il dolce è marrone" descrive Corinne) Nosferatu dice a Valle che il fatto degli spot legati ai vari oggetti è modo suo per provarne l'efficacia (" un interessante test di market") e che il cibo, che sostituisce in tutto le comuni pietanze, è la realizzazione del "socialismo gastronomico". Successivamente Nosferatu gli propone la presidenza dell'"Auto Avio Motors": "I miti non muoiono: si trasformano. Per secoli gli uomini hanno cercato la pietra filosofale, capace di trasformare il ferro in oro. Io le offro di collaborare a una trasformazione non meno grande: cambiare la schiavitù in libertà, cambiare la ricchezza in libertà. Per fare questo, la pietra filosofale è la tecnologia... Non siamo noi a scegliere il potere: è lui che sceglie noi! La nostra società ha bisogno di uomini che sappiano comandare... Sotto il mio controllo agiscono i capi e le sto offrendo di diventare uno di loro. Lei ha tutti i requisiti necessari. Quando avrà capito alcune cose, sarà un ottimo capo".

La notte Valle non riesce a dormire: si accorge che qualcuno passeggia davanti alla sua porta. Per inseguire la "spia", si inoltra nei piani inferiori della villa ove riecheggiano delle voci: "La vera civiltà è basata sulla repressione costante degli istinti umani, la cura delle avversioni segrete, come si coltiva l'ottimismo, i vostri desideri segreti; uomini: li obblighi a lavorare e ti dicono grazie; pubblicità e sesso; Alice nel paese del consumo; la vendita delle indulgenze; la futura occupazione di tutti i bambini è di essere consumatore specializzato; ritorno alla culla; psicoseduzione dei bambini; reclutamento di nuovi consumatori". In una stanza scopre delle culle occupate da bambini piccoli (Corinne giustificherà: "Avrà visto i figli di alcuni dipendenti!") e un libro, contenente per ciascun bambino due foto e la sua futura occupazione: la scheda di Valle lo predestina ad essere presidente dell'"Auto Avio Motors".

Dopo una notte d'amore con Corinne (sotto la doccia c'è lo slogan del "Tonic A 1", in cui i dialoghi sono legati ai due protagonisti come fossero i loro pensieri, e a letto parte lo spot di contraccettivi "A tu per tu con Nosferatù"), il giorno dopo giocando a golf, Valle scopre un cimitero sepolto da una coltre di foglie secche: nella cripta scoprirà la data di nascita di Giovanni Nosferatu, il 1801. Tornando alla villa, passa davanti alla sua macchina, ma Laura non c'è più. Corinne gli chiede: "Hai perso qualcuno?"; "Spero di no!" è la risposta. "Hai perso la regina!" dice Corinne nella scena seguente, mentre i due stanno giocando a scacchi.

La sera, Alberto deve cenare in camera perché Nosferatu ha un'importante riunione di lavoro. Valle però non resiste alla curiosità e cerca l'aula riunioni: al suo interno vi sono i rappresentanti delle industrie di Nosferatu, delle istituzioni sociali (un prelato, l'esponente della censura) e dei media (il regista). Veniamo a sapere da questi che l'industria chimica bellica è in rialzo, così come quella dei contraccettivi, mentre quella dei detersivi è in crisi a causa della paura dell'inquinamento ambientale: per eliminare le scorte del solito prodotto non-biodegradabile, si escogita una nuova veste esteriore e un nuovo nome ("Acqua pulita"). Il presidente del settore industrie chimiche "vita sociale" viene cacciato perché i suoi dipendenti sono stati colti nell'atto di violare alcune regole: leggere nelle ore di pausa e la procreazione (la coppia verrà punita, lei con l' aborto e lui con la sterilizzazione). Gli spot per la vendita dell'LSD spray sono la goccia che fa traboccare il vaso a Valle che tenta la fuga dalla villa, ma un gran numero di guardiani con le 500 glielo impedisce.

Esasperato uccide Nosferatu con quattro colpi di pistola e si avvia verso la macchina, seguito da Corinne. Al suo interno ritrova Laura, vestita elegantemente e divenuta segretaria di una grande azienda: lei che voleva essere libera da tutto e tutti (all'inizio, dopo aver saputo che Valle lavorava in una fabbrica, gli aveva detto: "In una fabbrica? Uno di quei posti con tutte le stanze uguali, dove la gente fa sempre le stesse cose?"), si è ricreduta.

La desistenza di Laura fa recedere anche Valle dalle sue posizioni: accompagnato alla villa da Corinne, ritroverà Nosferatu vivo e vegeto e una stretta di mano sancirà il patto con lui (come quello in Metropolis, tra il capo degli operai e il presidente: anche lì era presente la donna quale figura mediatrice). La frase del filosofo H. Marcuse "Il terrore, oggi, si chiama tecnologia" si sovrappone a quest'ultima immagine.

Il film sembra non avere un tempo proprio se non fossero le cene che ci fanno sapere l'arco cronologico in cui si dipana il film: ciò che gli conferisce quell'atemporalità è l'atmosfera tetra e fisicamente nebbiosa. A contribuire a questo, vi è la non dichiarata epoca d'ambientazione, se non fosse per le 500 bianche che fanno la guardia alla villa e la 128 posseduta da Valle. Questi ultimi elementi però contrastano con il cibo dalla consistenza mielosa, servito nei vassoi dai multipli scomparti, e il cui unico elemento di differenziazione è dato dal colore; con le istituzioni religiose, che sembrano aver perso il senso del pudore; con le disposizioni anti-procreazione e anti-cultura (siamo forse un passo prima della società mostrata in Metropolis?) date ai dipendenti di un'azienda.

Probabilmente ciò che ci viene mostrato è l'abitazione e il centro decisionale del "Grande Fratello", la cui foto regna su quasi ogni parete come in 1984 (Orwell 1984, 1984) di Michael Radford.

Farina ha portato ai "giorni nostri" il tema del vampirismo e anche un po' della trama del romanzo di Stoker: anche in Hanno cambiato faccia il personaggio principale viene invitato per affari nell'abitazione del "vampiro" e in un certo senso ne rimane prigioniero, gli abitanti del paese che tengono alla larga chi abbia a che fare con Nosferatu. Mentre però nel romanzo di Stoker, che rimaneva nell'ambito del fantastico, il vampiro tentava d'iniziare, per cosiddire, l'opera di conquista della società, nel film di Farina il "vampiro" è già al vertice della scala sociale e ne comanda e sfrutta la base grazie ai suoi collaboratori. Anche il mezzo di sostentamento, nel frattempo, è cambiato: dal sangue tradizionale al sudore, la fatica e la libertà. Gli interni creati sul bianco e i toni molto chiari di altri colori, che dovrebbero possedere in se un carattere solare, assumono invece quello lunare, grazie ad una fotografia un po' spenta e fredda (si vedano le due lampade al neon, stanti sopra il pianoforte suonato da Nosferatu). La convincente interpretazione degli attori, i dialoghi interessanti e curiosi aumentano il valore del film.

(...)

L'unica recensione trovata, risalente all'epoca d'uscita del film, è quella pubblicata su "Segnalazioni Cinematografiche", che ritiene che il film sia stato realizzato in maniera "fredda e spesso alquanto goffa": "Nella sua chiave allegorica, il film esprime un drastico giudizio sulla società tecnologica, sui mass-media, sui gruppi di potere, sul sistema vigente. Il richiamo a motivi del periodo espressionistico risulta assai funzionale ai fini di una requisitoria contro il mito perenne del mostro che asserve le masse, anche se la realizzazione dell'opera risulta, nel complesso, fredda e spesso alquanto goffa. Giudizio morale: pur ammettendo la fondatezza di alcune critiche nei confronti di fenomeni sociali del nostro tempo, non si può condividere il pessimismo di fondo del film, né l' accusa rivolta alla Chiesa di connivenza con la società dei consumi. L' esibizione di un personaggio femminile in abbigliamento sconveniente concorre a motivare un giudizio negativo. IV." (Anonimo, "Hanno cambiato faccia", in "Segnalazioni Cinematografiche", vol. 72, 1972, p. 78). Parlando del lato sperimentale del cinema fantascientifico italiano "che vuole "rompere" [...] con le strutture narrative e contenutistiche del cinema anti-contestazione e sposare i canoni della "science-fiction" alla ricerca di un nuovo linguaggio", Arona, nella sua "Guida al fantacinema" (1978), cita quattro film: Equinozio di Ponzi, Hanno cambiato faccia di Farina, L'invenzione di Morel di Greco e Sonata al chiaro di luna di Castronovo, "film che, nel loro genere, rimangono piuttosto isolati, e questo a causa della stagnante situazione cinematografica che nel nostro paese offre ristrettissimi spazi a giovani registi". A suo parere: "... Fra tutti emerge Hanno cambiato faccia di Corrado Farina, in cui il mito del vampiro viene reinterpretato sotto una coerente ottica politica: Nosferatu (Adolfo Celi) è il moderno vampiro del capitalismo e le nuove trappole da cui bisogna guardarsi sono le alienanti fabbriche moderne, nelle quali si è inquadrati e allineati sin dal momento della nascita. L'occhio avveniristico che giustifica l'etichetta fantascientifica non toglie però spazio al naturale ambito "gotico" del mito a cui si ispira il film di Farina: solo che stavolta manca la tenebrosa Transilvania e al suo posto troviamo il Piemonte quotidiano, regolarmente brumoso e trasfigurato con pochi tocchi da professionista in una cornice degna del miglior incubo gotico. Senza andare a scomodare mostri e ambienti di altri paesi e, naturalmente, senza riferimento alcuno alla beneamata Fiat." (Danilo Arona, op. cit., p. 59).

Rappresentante della critica recente è la recensione trovata in un sito Internet dedicato all'horror italiano, costruito da un fantomatico dottor Freudstein, contenente ben oltre 220 schede di film di genere. Tra questi si trova quella di Hanno cambiato faccia di Farina: "Brillante rilettura di uno dei temi più classici dell'horror: il vampirismo. La novità non sta tanto nella diversa figura del vampiro, interpretato qui da un grande Adolfo Celi nel ruolo del commendator Nosferatu, quanto nel tipo di linfa vitale che lo stesso deve "succhiare" per sopravvivere. Alla tradizionale sete di sangue dei vampiri classici si sostituisce in questo caso il desiderio da parte del "non-morto" di impossessarsi della libertà e della fantasia delle persone. In altre parole: i vampiri hanno cambiato faccia ma sono sempre loro... Il film risente forse un po' troppo del periodo storico in cui è stato girato (siamo nel pieno degli anni della "contestazione") e ciò appesantisce in parte la pellicola, che però rimane un ottimo esempio di come può usarsi un tema tanto riciclato in maniera originale." (http://members.tripod.com/~freudstein).


Torna