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FANTASIA E CRONACA IN TRE ROMANZI

di Enzo Natta

Romanzi sul cinema, che arrivano dal cinema, che nascono dentro il cinema. La divisione si impone automaticamente di fronte a tre romanzi che a titolo diverso esplorano il pianeta-cinema svelandone piccoli segreti e risvolti meno noti, ma anche rendendo manifeste dichiarazioni d'amore che suonano come confessioni a cuore aperto e che, se non attingono pienamente all'autobiografia, si rifanno comunque all'esperienza maturata in lunghi anni di frequentazione dell'ambiente e presenza sul set.

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Storia di sesso e di fumetto (Mare Nero. Roma, 2001. Pagg. 220. 10,33 euro) è invece un romanzo che arriva dal cinema, intendendo con questa espressione un testo letterario originalmente destinato a tramutarsi in un film e in seguito approdato invece alle sponde della narrativa. Ne è autore Corrado Farina (regista di film come Hanno cambiato faccia e Baba Yaga), che, in un periodo in cui il cinema italiano - dopo il filone mitologico, il western-spaghetti e lo 007 casereccio - stava scoprendo il filone sexy, fu contattato da un produttore per un progetto imperniato sul mondo dei fumetti e sulle sue ben tornite protagoniste, tanto scollacciate quanto disinibite, che sulla cresta dell'ondata femminista avevano preso il posto di eroi di carta piuttosto asessuati nel regno delle strisce disegnate. Il progetto andò a monte, respinto da un pragmatico produttore che lo giudicò "troppo intellettuale". Non è dato immaginare quanto il gran rifiuto abbia nuociuto al cinema. Di sicuro ha giovato alla letteratura, perché, opportunamente rivisto, è trasmigrato in un divertente romanzo che ricorda l'esilarante intreccio di Sogni proibiti, lo scoppiettante film del 1947 interpretato da Danny Kaye, dove fantasia e realtà (i due elementi che danno origine al processo alchemico del cinema) si intrecciano fino a fondersi in un "unicum" armonico.

Scrittore prolifico, ma sempre uomo di cinema nell'intimo, Corrado Farina è anche l'autore di un romanzo "sul" cinema: Dissolvenza incrociata (Fògola Editore. Torino, 2002. Pagg. 244. 18 euro), un altro "giallo" che si aggiunge al precedente Giallo antico, sempre ambientato nella cornice di Torino (che, non va dimenticato, fu la prima capitale del cinema italiano) e sempre per i tipi di Fògola.

Come Stuart Kaminski (sceneggiatore di C'era una volta in America di Sergio Leone) e Andrea Frezza, anche Corrado Farina inserisce personaggi immaginari all'interno di cronache cinematografiche ritagliate in ben delineati periodi storici: una miscela indovinata e un innesto funzionale che, grazie alla sensazione di partecipare a qualcosa di estremamente riservato, finiscono per assumere un carattere di confidenziale veridicità di cui è partecipe esclusivamente il lettore. Un'accurata rivisitazione del cinema degli anni '50 e il tema riguardante quello sdoppiamento della personalità che alimenta il braccio di ferro tra arte e vita sono la carta vincente di Dissolvenza incrociata. Non solo un intrigante "giallo" d'ambiente, ma anche l'occasione per una serie di lezioni di regia e per una riflessione sulla psicologia del set. Dove il reale e l'effimero si intersecano fino a confondersi.

("Giornale dello spettacolo", 20 dicembre 2002)

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