Dicono di lui --> Aldo Busi

L'ALDO (BUSI) FURIOSO ovvero DIALOGO FRA UN AUTORE E UNO SCRITTORE (?)

BUSI
Quello che io contesto è proprio l'ideologia di fondo del suo scritto, che io non ho letto ovviamente perché ho appena saputo adesso di questa cosa. Prima lei ha detto nella sua prolusione che non ha affrontato determinate caratteristiche caratteriali dei gay perché lei non è gay. Ora io mi chiedo: che importanza ha - a parte il fatto che io contesto questo manicheismo sulla sessualità umana per cui ci sono i buoni e i cattivi, una volta sono gli etero poi sono i gay, come se ci fosse uno spartiacque così netto: per cui già io contesto il fatto che vangano definiti gay i gay e maledico i gay che accettano di essere definiti gay perché il problema è un altro ancora, la modernità sta altrove - ma che importanza ha, se uno è scrittore, la sua sessualità al fine di stabilire una sensibilità, un carattere, un'intelligenza, un flusso di idee in un personaggio? Io non credo che lei sia uno scrittore, lei è un autore. Ci sono dei fior di autori, non credo che Eco sia uno scrittore, Eco è un autore, Busi è uno scrittore: è una cosa diversa, che non vuol dire essere più bravo o meno bravo, è un ambito diverso. Apprezzo il fatto della sua onestà (...) ma quello che è importante stabilire è che la sessualità umana non può essere in alcun modo oggetto di leggi, di giurisdizione, di politica, la sessualità umana è assolutamente orizzontale...

FARINA
Proprio per questo non dovrebbe essere oggetto di discriminazione...

BUSI
Non lo è e invece lo è. Se lei stesso ammette che ha risentito di una sua insufficienza scritturale perché non essendo gay non può calarsi nella sensibilità di un personaggio omosessuale, dico: ma allora quando io scrivo del rapporto fra due donne - e credo di averlo fatto con un alto senso poetico, in un romanzo in particolare, come mi viene riconosciuto dalle donne stesse - io mica sono lesbica, anche se è stata la mia massima aspirazione, ovviamente...

Aldo Busi alla presentazione di

FARINA
...Lei mi dice che "non ha nessuna importanza", ma ci sono alcune professioni in cui l'omosessualità è, come dire, un handicap positivo, una marcia in più. Molti scenografi, molti costumisti, molti stilisti di moda, sono gay. E' segno che nel dna, in qualche modo...

BUSI
Lei mi parla di dna?! Ma come si permette?! Ma è assurdo! Questa è la ricerca delle origini! Lei è genetista invece di essere un uomo profondamente culturale! Questa è la solita problematica, ci si nasce o ci si diventa! Ma basta, non se ne può veramente più...!!!

(dalla presentazione di L'invasione degli ultragay alla libreria Melbooks di Roma, 16 gennaio 2009)

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